Get Adobe Flash player

Nella plasticità oggettuale nello spazio del vuoto e dell’aria

Di concezione e di fattura longilinea poteva considerarsi la precedente scultura di Torquato La Mattina, nella quale il dinamico snodarsi dei pieni e dei vuoti in direzione ascensionale sembrava avvitare lo spazio che ne favoriva lo slancio e la fascinosa delineazione della figura, il cui dato plastico viveva di movimento, di simultaneità percettive, favorite dall’estrema malleabilità della materia usata, il legno.

Una inversione di tendenza sia formale che della materia o del mezzo espressivo, sembra caratterizzare ora il lavoro creativo di La Mattina, che ha concepito ad un dato momento come la plasticità della forma può derivare ed essere attribuita a qualsiasi materia o materiale che rientrano nella quotidianità del nostro sguardo, nell’area usuale e occasionale della popolazione di cose e di oggetti, spesso in disuso rispetto al ruolo per cui erano serviti.

La Mattina ha ritenuto così, che anche lo straccio, il canovaccio, il comunissimo strofinaccio, se adeguatamente trattato, può diventare espressione di forma plastica dotata di curvature, di vuoti e di pieni, di movimento reale, e anche suggestione di colori mobili, caleidoscopici quando gli stracci colorati sono contenuti in cilindri trasparenti.

Così questi scarti della società dei consumi; questi “fossili contemporanei”, “queste reliquie”, come li definisce lo stesso artista, in quanto stornati dalla loro funzione d’origine ed elevati o introdotti nello stupefacente immaginario creativo dello stesso La Mattina; queste opere sono il frutto di una intelligente e perspicace ricerca, sia formale che tecnica. Infatti, la rigidità, la solidificazione delle stoffe usurate è ottenuta in vario modo, anche con l’impiego di zucchero. Spesso bastoni e assicelle di legno, inseriti nelle maglie dei canovacci, oltre ad arricchire compositivamente l’opera, ne contestualizzano la percezione visiva, la struttura d’insieme, la plasticità linguistica. 

La collocazione espositiva delle stesse opere, è quella pensile: esse pendono dall’alto roteando su se stesse in un movimento suggestivo di colori e di luci, proprio in una cinetica spontanea, elementare, visivamente partecipata. Lo spazio in cui le stesse interagiscono è il vuoto e l’aria. In questo senso, una componente di forte incisività creativa offerta o contenuta nelle opere di Torquato La Mattina, è quella di suggerire all’osservatore di predisporsi ad una diversa e più originale comunicazione visuale che sappia discernere cioè il veduto riferito ai materiali originari e all’uso corrente, sedimentato che ne deriva, dal visibile attuale che è diventato concetto e arte, peculiare intelligenza creativa di un’interessante sperimentazione plastico-visiva, tipica dell’arte contemporanea.

Palermo 1998

Francesco Carbone

Lascia un Commento