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Le Metamorfosi

Lo stupore della materia avvince l’aspro percorso di Torquato La Mattina. Una sorta di impeto materiale lo avvolge, sempre più, nel vigoroso anello dell’antropologia. Meglio sarebbe affermare che la foga creativa di Torquato sembra quella di  ripercorrere il senso più arcaico della memoria, mostrata nel suo corpo cosparso di oggetti, segmenti d’uso quotidiano, strutture tessili, intrecci, trame di fili, componenti di quella visione materiale emersa dalla quotidiana presenza di una civiltà appena tramontata. E se la provenienza estetica di La Mattina fa capo ad una formale adesione alla classica volumetria scultorea, oggi il suo tendere alla analisi del consumo, come possibile prodotto di riabilitazione, colloca la sua ricerca in un’atmosfera come dispersa nella cinetica assordante del moderno.  Allora quegli “scarti della societàdei consumi; quei fossili “contemporanei” -così

Ricordava Francesco Carbone- “queste relique, come la definisce lo stesso artista, in quanto stornati dalla loro funzione di origine ed elevati o introdotti nello stupefacente immaginario creativo dello stesso La Mattina; queste opere sono il frutto di una intelligente e perspicace ricerca, sia formale che tecnica”.

L’oggettualità espressiva di La Mattina trova la sua dimensione nel rintracciabile esito di ogni possibile uso, nel prodotto industriale e nel suo residuo, nel condensarsi tra le tracce che permangono, comprese nel groviglio di una trama , nello spessore di un legno, nel volvolo attorto di un tessuto. Allora i suoi “fossili contemporanei”, le sue “metamorfosi”, spiccano come aerei frammenti nel cielo.

Palermo 1998

Aldo Gerbino

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