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Recensioni

Torquato La Mattina le “veneri” gravettiane dell’era postindustriale

“Ma il segno diventa forma e, nel mondo delle forme, genera tutta una serie di figure, ormai senza rapporto con la loro origine”. (H. Focillon)

Le spire di Torquato La Mattina nascono dal segno plastico di una realtà che si significa: la forma.

La Forma imprime un senso alla materia, soprattutto la dove la sua consistenza (terracotta) partecipa alla novella epifania. Leggi il resto di questo articolo »

Torquato La Mattina gravetti’s “venuses” for the post-industrial age

“But the sign becomes form and, in the world of forms, generates a whole series of figures, which no longer have any relation with their origin.” (H. Focillon)
The coils of Torquato La Mattina are born of the plastic sign of a reality which is signified: form.
Form impresses a meaning on matter, above all where its consistency (terracotta) participates in the new epiphany. Leggi il resto di questo articolo »

Nella plasticità oggettuale nello spazio del vuoto e dell’aria

Di concezione e di fattura longilinea poteva considerarsi la precedente scultura di Torquato La Mattina, nella quale il dinamico snodarsi dei pieni e dei vuoti in direzione ascensionale sembrava avvitare lo spazio che ne favoriva lo slancio e la fascinosa delineazione della figura, il cui dato plastico viveva di movimento, di simultaneità percettive, favorite dall’estrema malleabilità della materia usata, il legno. Leggi il resto di questo articolo »

Forme liberate, riscattate dalla schiavitù dell’uso.

Torquato La Mattina sceglie per la sua ricerca materiali spesso consumati dall’uso quotidiano o comunque che si portano dietro una dichiarata perdita di funzione. È il caso degli stracci, che caratterizzano il suo ciclo recente e che vengono manipolati come forma plastica fino ad essere bloccati, irrigiditi, per rendere stabile, indeformabile e duraturo il loro rapporto co la luce e con l’ombra. Ottiene, così volumi ed effetti di pieni e di vuoti che rivelano il suo interesse per lo sviluppo delle forme che si avvolgono, si sovrappongono e scoprono la loro sotterraneità come quando dai viluppi dello straccio una bottiglia di plastica emerge ottenendo toni quasi scultorei. Leggi il resto di questo articolo »

I.R.R.A.D.I.A

Goethe ha detto di sé che le sue poesie hanno tutto il carattere di una grande confessione. Se le forme significanti emergono dalla vita o, meglio, da quella vitalità spirituale che la alimenta, può l'esperienza estetica essere utilizzata come chiarificazione, come partecipazione di verità (una verità, non la Verità) e, nello stesso tempo, o proprio per questo, diventare una esperienza di autocomprensione? Torquato La Mattina si muove in questa dimensione: dar forma ad un pensiero per indagarlo e per indagarsi. Dall’universo meccanico che ci circonda e che interferisce inesorabilmente con la nostra vita, individua e recupera un oggetto (al cui aspetto formale peraltro riconosce una implicita qualità artistica) il quale è già provvisto di un significato istituzionalizzato dall'uso: lo snatura, investe in esso un quoziente estetico, lo rende portatore di nuovi valori. Leggi il resto di questo articolo »

I.R.R.A.D.I.A (Eng)

Goethe said of himself that his poems had all the characteristics of a great confession. If significant forms emerge from life, or better still, from the spiritual life that feeds it, can the aesthetic experience be used as clarification, as participation of truth (a truth, not The Truth) and at the same time, or because of it, become an experience of autocomprehension ? Torquato La Mattina acts in this dimension: to give shape to a thought in order to investigate it and to investigate himself. From the mechanical universe that surrounds us and inexorably interferes with our lives, he identifies and recovers an object (whose formal aspect moreover recognises an implicit artisitic quality) which already has a significant institutional use, he distorts it, clothes it in an aesthetic quotient, he brings new values to it. Leggi il resto di questo articolo »

Le Metamorfosi

Lo stupore della materia avvince l’aspro percorso di Torquato La Mattina. Una sorta di impeto materiale lo avvolge, sempre più, nel vigoroso anello dell’antropologia. Meglio sarebbe affermare che la foga creativa di Torquato sembra quella di ripercorrere il senso più arcaico della memoria, mostrata nel suo corpo cosparso di oggetti, segmenti d’uso quotidiano, strutture tessili, intrecci, trame di fili, componenti di quella visione materiale emersa dalla quotidiana presenza di una civiltà appena tramontata. E se la provenienza estetica di La Mattina fa capo ad una formale adesione alla classica volumetria scultorea, oggi il suo tendere alla analisi del consumo, come possibile prodotto di riabilitazione, colloca la sua ricerca in un’atmosfera come dispersa nella cinetica assordante del moderno. Leggi il resto di questo articolo »